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Domande ricorrenti

CARTE                                              Se non trovate la vostra risposta cliccate qui
Perche' scegliere una carta piuttosto che un'altra?
Non esiste una sola risposta a questa domanda.
La prima cosa cui si deve pensare e' relativa alla destinazione della stampa. Se, ad esempio, dovra' essere incorniciata o messa su un supporto si puo', rimanendo sulle carte di alto livello, utilizzare una carta di minor peso come la PhotoRag 188 gr/mq della Hahnemühle anziche' la PhotoRag 308 gr/mq di maggior costo, ma di qualita' perfettamente identica.
La seconda cosa cui pensare riguarda il tipo di stampa e il tipo di immagine che si desidera stampare. Non tutte le carte, infatti, sono adatte (considerando ora il caso di stampe in b/n), ad essere utilizzate con inchiostri al pigmento di carbone. Sulle carte perlate o lucide (pearl o glossy), questo e' impossibile perche' questo tipo di inchiostro 'scivola' non riuscendo a penetrare e a posarsi tra le fibre della carta come avviene invece nel caso delle carte opache (matt). Le 'carte cotone' poi, hanno tutte un aspetto colore che richiama l'avorio e tendono a 'scaldare' i bianchi dell'immagine che e' una cosa meravigliosa se quei bianchi non devono invece essere esaltati il piu' possibile ed allora, in questo caso, si scegliera' una carta dal fondo 'molto bianco' come ad esempio la Archival Matt della Olmec.
La terza cosa riguarda alcune regole non scritte e dettate da quello che chiamerei in un certo qual modo il ''gusto consolidato della maggioranza'' seguendo il quale un'immagine in b/n o un'immagine dai colori profondi e scure tonalita', dovrebbe essere sempre stampata su carte opache e, al contrario, immagini dai colori brillanti e solari, dovrebbero essere sempre stampate su carte che esaltino queste caratteristiche come le carte perlate o lucide.
La quarta cosa riguarda invece la sfera del gusto personale. Tutte le carte sono ottime carte e se non sussistono problematiche come quelle cui si accennava prima, ecco che subentrano le proprie preferenze. C'e' chi ama la lucentezza (la vista pura) e chi invece preferisce la morbidezza (il tatto visivo). Non si puo' ovviamente dar torto a qualcuno quando si parla di gusto personale se, ovviamente, non sussistono motivazioni tecniche.
Trovate una breve descrizione di ogni carta qui e qui.


Qual'e' l'aspetto piu' positivo di una carta cotone?
Sono tre gli aspetti essenziali di una carta cotone: la sua morbidezza, il suo 'calore' e la sua durata nel tempo.
Le carte cotone, come dice la parola stessa, sono prodotte utilizzando esclusivamente fibre di cotone senza alcuna aggiunta di sostanze chimiche che le diano brillantezza o le regalino una forte gradazione di bianco. Il suo 'calore' e' dovuto proprio al colore naturale avoriato di queste carte, la loro morbidezza deriva dalla fibra del materiale puro e la sua durata sia dal fatto di essere in puro cotone, una fibra che degenera impercettibilmente nel tempo, e dal tipo di inchiostri utilizzati per la stampa.


Tutte le carte vanno bene per la stampa al pigmento di carbone?
No, non tutte le carte si prestano ad essere stampate utilizzando gli inchiostri al pigmento di carbone. Dipende dalla loro superficie che non e' in grado di trattenere il pigmento e quindi, non fissandolo, lo lascia 'scivolare' via.

Le carte da noi utilizzate e adatte a questo tipo di stampa sono:
Hahnemühle Photo Rag 308
Hahnemühle Photo Rag 188
Hahnemühle Photo Rag Ultra Smooth
Hahnemühle Museum Etching
Olmec Fine Art Soft White Cotton
Olmec Photo Matt Archival


STAMPA                                            Se non trovate la vostra risposta cliccate qui
Cosa significa esattamente 'profilare' una carta?
Profilare una carta significa venire a conoscenza di come essa reagisce al colore nelle sue varie tonalita'. Profilare una carta significa mettere in atto, attraverso strumenti e software specifici, una procedura che parte dalla stampa, sulla carta sotto esame, di una grande quantita' di tacche-colore che saranno poi lette da uno strumento che le registrera' attraverso un software in un file. Questo file potremmo definirlo un 'dizionario' in grado di permetterci di dialogare con quella carta parlando il linguaggio dei colori che quella carta 'conosce e utilizza'.
In questo modo e con questo file siamo in grado di vedere (a monitor prima) come una determinata immagine reagisce 'a quello specifico linguaggio', eventualmente correggerla e quindi mandarla in stampa sapendo in anticipo quale sara' il risultato finale. Ovviamente, per avere queste certezze, occorre disporre di un monitor calibrato di alta qualita'.


Chi e' piu' importante tra Monitor, Software e Stampante?
Tutti e tre questi componenti sono essenziali per un risultato ottimale. Il monitor perche' occorre sapere e vedere cosa si andra' a stampare, il software perche' non solo e' in grado di elaborare e predisporre l'immagine per la stampa, ma e' anche quello che ci permette di dialogare con la carta e la stampante che utilizziamo, la stampante perche' e' (e deve essere) in grado di tradurre in 'fatti concreti' quello che le viene detto dal software. Senza anche uno solo di questi elementi si puo' procedere solo ...per tentativi!


Cos'e' il Gamut?
Il gamut è l'insieme dei colori che un dispositivo è in grado di produrre o riprodurre e rappresenta un sottoinsieme dei colori visibili. Per descrivere i colori si utilizzano modelli matematici e ce ne sono ben piu' di uno (RGB, sRGB, CMYK, HLS, ....). Per le nostre esigenze utilizziamo RGB ed in particolare Adobe RGB (1998) che e' quello che ha il gamut piu' ampio come si vede dall'immagine.
Come si vede, questo modello riesce a 'gestire' piu' tonalita' in special modo nell'area del verde e del blu.
Molte macchine fotografiche consentono di scegliere Adobe RGB (1998) come spazio colore utilizzabile.


Quali sono le immagini giuste per una stampa carbone?
Sono immagini dalle tonalita' scure, con neri forti e grigi profonfi che degradano in bianchi. Possiamo definirle di 'grande impatto'. Non vanno assolutamente bene le immagini che possiamo invece definire 'delicate' per le loro tonalita' di grigi leggeri, continui e molto morbidi. Esempio:



FILE                                                 Se non trovate la vostra risposta cliccate qui
Qual'e' il formato piu' corretto per una stampa di alto livello?
Questo formato e' sicuramente il TIFF, che porta con se' una maggiore mole di informazioni come ad esempio lo spazio colore. Noi chiediamo sempre immagini TIFF in spazio Adobe RGB (1998). In seguito, a seconda della carta utilizzata per la stampa, tradurremo lo spazio colore originario in quello finale che verra' ancora portato con se' nella fase di stampa.


Qual'e' il rapporto corretto tra risoluzione del file e grandezza dell'immagine?
La maggioranza delle macchine fotografiche professionali offre in uscita file a 12 megapixel effettivi che, una volta aperti sul computer ci daranno un'immagine di 24x36 cm a 300 dpi.
Certo ci sono anche macchine che superano i 12 megapixel, ma sono decisamente fuori portata in termini di costi. Molto spesso noi desideriamo pero' stampe grandi, tipo 50x70 o 60x90 o anche molto di piu'.
In questo caso o 'forziamo' la mano a PhotoShop e manteniamo fissa la risoluzione ed allora ci pensera' lui attraverso sofisticati algoritmi a creare nuovi dati per ottenere l'aumento dei pixel da noi richiesti (questa operazione non e' assolutamente indolore, a meno che non si utilizzino sofisticati e costosi software creati allo scopo), oppure decidiamo di diminuire i dpi a vantaggio del formato. Ma fino a quanto ci possiamo spingere?
Va subito detta una cosa: una stampa diciamo 30x45 sara' vista da una distanza approssimativa di mezzo metro, una stampa 50x70 diciamo da almeno 1-1,5 metri, una 100x150 da almeno 2-3 metri.
Ecco allora che interviene l'occhio umano ad aiutarci perche' possiamo permetterci di non stampare un'immagine a 300 dpi, ma ad una risoluzione di molto inferiore senza che qualcuno si accorga di nulla. L'immagine sara' valutata come un 30x45 visto da vicino.
Un'altra cosa ci facilita in questo ed e' il metodo che le stampanti utilizzano appunto per stampare: quello stocastico. In altre parole nella stampa a getto d'inchiostro non c'e' il famigerato 'retino', ma l'inchiostro viene spruzzato e questo e' un grandissimo vantaggio per nascondere e amalgamare ...i 'pixel aggiunti'.